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Per scoprire l’origine degli zombie, Viola DELLA RINA approda ad Hispaniola ed entra in contatto con il voodoo.


CADAVERI CHE ESCONO DALLE LORO TOMBE, CORPI IN DECOMPOSIZIONE CHE SE NE VANNO PER LE STRADE, PER MOLTI DI NOI È SOLO FANTASIA (O SPERANZA) MA ESISTE UN LUOGO DOVE QUESTO È REALTÀ.
PER CAPIRE DA DOVE DERIVINO I NOSTRI AMATI MOSTRI IN DECOMPOSIZIONE DOBBIAMO FARE UN LUNGO VIAGGIO VERSO UN’ISOLA DELL’ARCIPELAGO CARAIBICO CHIAMATA HISPANIOLA DELLA QUALE HAITI OCCUPA LA PARTE OCCIDENTALE ED È IL PAESE PIÙ POVERO DELLE AMERICHE.

 

Fu scoperta il 5 dicembre 1492 da Cristoforo Colombo e fu subito rivendicata come colonia spagnola, la schiavitù e le precarie condizioni di vita portarono ad una drastica diminuzione della popolazione indigena, per sopperire gli spagnoli iniziarono a deportare schiavi di origine africana. Da questa commistione di popoli e credenze nacque il Voodoo come lo conosciamo oggi, una religione che porta in sè elementi derivanti dall’animismo africano e figure sacre della religione cattolica.
Il pantheon del voodoo è molto vasto e comprende sia divinità buone che maligne, lo si potrebbe considerare un culto politeistico anche se allo stesso tempo è monoteista in quanto crede in un principio unico creatore chiamato Bondyè (contrazione del francese Bon Dieus, Buon Dio), creatore dell’universo, fonte mistica dell’esistenza, nutrimento per la materia e potenza che da forma alla sostanza senza la quale sarebbe il caos. Un’altra teoria vede invece Bondyè affidare la creazione a Damballah Wedò, la divinità serpente:

“Egli creò tutte le acque della terra. Nelle sembianze di un serpente, il movimento delle sue 7000 spire formò le colline e le valli sulla terra, ed innalzò i pianeti e le stelle del paradiso. Forgiò i metalli dal calore e scagliò fulmini e saette per formare le pietre e le rocce consacrate. Quando lasciò cadere la sua pelle sul sole, mentre riversò tutte le acque sopra le terre, il sole splendette sulle acque e creò l’arcobaleno.
Damballah s’innamorò dell’arcobaleno, e la fece diventare sua moglie, Aya Wedo.”

Accanto al Bondyè si trovano i Loa che fanno parte dello stesso spirito creatore, ad ognuno di loro è associato un elemento, un’emozione o un evento della vita, ad ogni Loa è associato un numero, un colore e un animale che lo rappresenta e che più gradisce per i sacrifici. Tra i Loa si possono trovare anche persone che si sono distinte particolarmente durante la loro vita, così come accade per i santi e beati cristiani.
Tra i vari Loa quello che più ci interessa per capire il fenomeno zombi è Baròn Samedì il signore dei cimiteri e dei crocevia, protettore dei bokor (stregoni). È incaricato di intercedere tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti, è rappresentato con un cappello a cilindro bianco, un abito nero, occhiali scuri, e del cotone infilato

tra le narici. Ha una predilezione per il rum, il tabacco e, nonostante sia sposato con un altro potente spirito (Maman Brigitte) spesso insegue le donne mortali.

SECONDO I VODOUISTI L’ANIMA È DIVISA IN CINQUE PARTI:
Corps Cadavere, il corpo mortale, contenitore dell’anima e che alla morte si deteriora.
N’Ame, lo spirito che anima la carne e che dopo la morte torna sotto forma di energia alla terra.
Z’Etoile, la stella del destino che si trova nel paradiso dove si trova scritto il destino dell’uomo.
E finalmente arriviamo alle parti che ci interessano per capire da dove nascano gli Zombie:
Il Gros Bon Ange
,il grande angelo guardiano, parte infinitesima della forza di Bondyè, non abbandona mai il corpo se non al momento della morte, per questo motivo è la parte più protetta dagli influssi maligni.
Secondo le credenze è questa parte dell’anima che al momento della morte presenta la persona a Dio per sottoporlo al giudizio. La perdita del Gros Bon Ange farebbe perdere all’individuo la sua forza vitale riducendolo ad un morto che cammina. Per avere un’idea occidentale del Gros Bon Ange lo si potrebbe pensare come l’anima vera e propria.
Il Ti Bon Ange, il piccolo angelo guardiano, è la parte dell’anima più volatile che si allontana dal corpo durante le cerimonie quando il corpo è posseduto dai Loa e durante i sogni. È la parte dell’anima che
custodisce la personalità e le conoscenze dell’individuo e si accresce grazie a esse, quella che noi chiamiamo la coscienza.

HOUNGAN E MAMBO

I sacerdoti nel voodoo possono essere sia uomini che donne e vengono chiamati rispettivamente Houngan e Mambo, e sono sacerdoti che operano tramite i Loa per il bene, di altra pasta sono invece i Bokor.

I Bokor, gli stregoni, sono houngan o mambo che praticano la magia per scopi malvagi, e sono questi ultimi che tramite una fattura particolare creano gli zombie.
Gli zombie possono essere di due tipi:

Zonbi Astral: lo zombie astrale. Al momento della morte il Ti Bon Ange si allontana definitivamente dal corpo diventando un Duppy e continua ad aggirarsi intorno al corpo per nove giorni. Il Bokor cercherà di prendere il Duppy tramite un rituale che prevede l’aspersione di rum sulla tomba della vittima e il lancio di tre monete da un penny e infine battendo sulla tomba con il suo asson. In questo caso il Duppy nelle mani del bokor diventerà uno zonbi astral e verrà utilizzato per compiere la volontà dello stregone. Per salvare il Duppy l’houngan o la mambo dovranno separare il ti bon ange dal corpo e immergerlo nelle acque di uno stagno per un anno e un giorno, a quel punto il Duppy sarà stato purificato e verrà chiamato Esprit e potrà ascendere al Gigen o conservato in un Govi (vaso di terracotta) per essere adorato come Loa. L’Esprit potrà essere liberato in seguito bruciando il govi in un Boule Zen (fuoco sacro) o rompendo il Govi ad un crocevia e lasciandone lì i cocci.
Zonbi Corps Cadavere o Zonbi Jardin: il nostro morto vivente. Prima della morte il Bokor può rubare il gros bon ange tramite un rituale. Per prima cosa è importante che la vittima assuma un “veleno” o “polvere magica”, spesso inalata da uno spruzzo nelle narici da parte del bokor, composta da svariati elementi che inducano una morte apparente.
L’antropologo americano Wade Davis, autore del libro “Il serpente e l’arcobaleno” da cui è stato tratto anche il film di Wes Craven, riuscì a farsi dare da un bokor un campione di questa polvere magica che fece poi analizzare da una società farmaceutica al suo ritorno negli stati uniti. All’interno della polvere magica, oltre a vari elementi folkloristici come terra di cimitero e polvere di penne di gallo nero, si trova una potente droga, la tetrodossina ricavata dal pesce palla haitiano. La tetrodossina rallenta le funzioni vitali della vittima e, creduta morta, viene sepolta. La vittima assiste alla propria inumazione coscientemente finché il bokor, la notte stessa, non la disseppellisce e le somministra un antidoto la cui formula rimane un mistero. La vittima deve rispondere al bokor che lo utilizzerà per i propri scopi, più spesso per farlo lavorare in una schiavitù perenne. Per un popolo ridotto in schiavitù fin dai suoi primi contatti con il mondo occidentale questo futuro è il peggiore che si possa prospettare. Le vittime vengono scelte o per vendetta o per compensazione per dei crediti che lo stregone ritiene di dover riscuotere dalla vittima.
Per evitare la zombificazione l’houngan o la mambo procede a separare il gros bon ange senza privarlo dell’essenza vitale attraverso un rito chiamato Dessounin. Durante questo rito il sacerdote tappa le narici e le orecchie del cadavere con del cotone, che sono i punti di fuga dal corpo dell’anima, la bocca viene cucita, per evitare che il cadavere possa rispondere al bokor, lega tra loro le ginocchia e gli alluci, rovescia le tasche del defunto e pone nella bara dei semi di Hohoi (un tipo di sesamo) aspergendo con il kleren (rum puro) i quattro punti cardinali e il cadavere stesso. A questo punto il gros bon ange viene rinchiuso in un govi e consegnato alla famiglia che potrà venerarlo e servirlo come un Loa oppure liberarlo allo stesso modo del ti bon ange.
Lo zombie come lo conosciamo noi dunque, un morto vivente in decomposizione che si aggira alla ricerca di cervelli e si ciba di carne umana, non rientra tra le visioni haitiani, ma una schiavitù eterna fa forse meno paura?

 

 

Viola DELLA RINA


 

 

 

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