Racconti brevi

di Michele Borgogni


Era  la notte prima di Natale, e nel nostro rifugio,
tutti erano all’erta, a guardia di ogni pertugio;
I fucili erano appesi al camino, con cura,
nella speranza che i morti non ci facessero paura.

I bambini erano tutti immersi nei loro letti accoglienti,
mentre incubi di sangue danzavano nelle loro menti.
La mamma era stanca, aveva bisogno di dormire,
io cercavo di restare sveglio, ma mi stavo per assopire,
quando da fuori si sentì un tale fracasso,
che balzai dal letto e scesi giù da basso.

Corsi verso la finestra, veloce come un lampo,
sperai non fosse un’orda, non avremmo avuto scampo.
Sulla superficie della neve fresca la luce della Luna
brillava quasi a giorno, pregai di aver fortuna.

Le guardie mi indicarono, vicino al grande fosso,l
una figura nota, tutta vestita in rosso,
non veniva su una slitta trainata da renne come usuale,
ma non potei non riconoscerlo: “E’ Babbo Natale!”

Il nostro leader ci chiamò, ci disse “Avanti”,
“Sparate a quella bestia, tutti quanti!”:
“I bambini non devono vederlo, non porta loro doni”
“Nel sacco ha solo la sua fame, anche per i bimbi buoni”
“Non lasciate che arrivi qui, gli dobbiamo sparare”
“Dobbiamo abbatterlo prima che si possa avvicinare!”
Prendemmo tutti la mira, il cuore ci batteva in petto,
nessuno ebbe il coraggio di premere il grilletto.
“Non possiamo sparare a Babbo Natale”, disse Roberto,
e posò il fucile, aprì la porta, uscì allo scoperto:
“Forse è il vero Babbo, non può esser certo un morto!”
Ma ognuno di noi si accorse di quanto aveva torto.

Il tempo di rendermi conto della situazione e mi voltai,
presi un coltello, uscii, con un balzo lo fermai:
“Il costume è rosso, perfetto dalla testa ai piedi,
Ma anche la barba è rossa, di sangue, non lo vedi?”
“Ma ci porta regali, ha sulla schiena il sacco!
I miei figli sono così buoni, avrà per loro un pacco…”
Il mostro si avvicinava, con occhi di demonio,
dalle finestre cominciarono a sparare, si sollevò un pandemonio;
Roberto urlò di terrore, in preda a una crisi nervosa:
“Non sparategli! Fermi! Rovinerete ogni cosa!”
Cercò di liberarsi, mi colpì, ormai impazzito,
si divincolò, si alzò in piedi, infine fu colpito.

Aveva una faccia larga, e un largo sorriso
che fu subito scosso dallo sparo improvviso.
Cadde a terra, il sangue che gli colava dal petto.
Corsi verso di lui, lo strinsi con affetto.
Il suo sguardo era tornato lucido, ormai aveva capito,
che il suo tempo tra i vivi era ahimè finito..
Lo zombie era caduto, non era più una minaccia
ma Roberto morì, lì tra le mie braccia.
Piansi, e maledii questo mondo bestiale,
dove un uomo poteva morire, per salvare Babbo Natale….

Ritornai nel rifugio, nessuno voleva parlare,
un altro compagno morto, cosa c’era da commentare?
Senza una parola tornai a letto, maledicendo la sorte.
Buon Natale a tutti, e a tutti una buona morte…

Michele Borgogni


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