FANS

di Gallipoli Salento


– “Ciao! Sono Alfredo. Vi seguo da dopo che sono diventato uno zombie. Di notte uno non è che cià tanto da fa. Gira, cerca qualcosa per riempisse la panza, quarche temerario che esce di notte, pur sapendo che ci sò quelli con me”.

La Mario, la speaker della sera, rimase sconcertata dalla telefonata in diretta di Alfredo. Aveva dato il via alle telefonate pochi minuti prima – “Ciao dalla vostra Mario, stasera inauguriamo un nuovo spazio!  I vostri dubbi, le vostre domande. Telefonateci, scrivete, usateci!” – aveva detto con il suo modo ironico che la rendeva speciale.

– “Cominciamo bene. Ciao, Alfredo!” – rispose, mentre stava decidendo se chiudere immediatamente la diretta.

– “Cià Mario, te stavo a dì che de notte ve seguo, me tenete compagnia!

– “Ah, bene!” –  intanto faceva cenno alla regia. Era indecisa sul da farsi.

Chiudo o ascolto e mando on air? Sarà un coglionazzo o uno che si crede uno zombie vero?

Decise di lasciare in diretta, ma si facciamoci due risate!

– “Allora, Alfredo, come possiamo aiutarti? Come avrai sentito voi ci ponete i vostri quesiti, noi li rigiriamo allo specialista adeguato e poi lui stesso vi invierà via email la sua consulenza. Tutto gratuito naturalmente. Esponi pure, Alfredo, ti ascoltiamo”.

– “Mario, mo’ te lo dico, nun ciò bisogno de lavoro, a che me serve? Mica devo pagà le bollette, e manco l’affitto.  Dormo ar cimitero, la luce la pagano loro… ahahahah!  Da magnà me lo devo procurà ma è gratise!”

– “Quindi non hai problemi, mi pare di capire. Non ti serviamo noi.  Alfredo, hai sbagliato trasmissione” –  disse la conduttrice, cercando di interrompere la telefonata.

– “No, no, me servite, eccome! Damme tempo che te lo stavo a dì. C’hai prescia?”

– “Alfredo, non tutti capiscono il dialetto romano. Che cosa hai detto?”

– “Scusa, sì, hai ragione. Ho chiesto se avevi fretta?”

– Un po’ sì, Alfredo. Ci sono altri ascoltatori, non posso stare tanto tempo, arriva al problema…se lo hai”.

– “Allora… nun me serve nulla di pratico. Ho solo una cosa che nun riesco a controllà..”.

– “Quale? – chiese la speaker.

– “Da quanto sò diventato zombie… nun faccio più sesso!

Ecco, lo sapevo, il solito deficiente. Ora chiudo la telefonata…

– “Il problema che ho è questo” – proseguì l’interlocutore – “Non riesco a capì com’è che ciò na voja terribile pur essendo morto? Me ce mangio il cervello pè sta cosa. Ovviamente è un modo de dì…perché solitamente me magno quello dell’altri.  e, a proposito de cervello, avevo letto da vivo che il desiderio parte proprio da lì. Quindi io non sono morto completamente. Presumo sia per questo che per morì davvero me devono sparà alla testa…Mario aiutame! Ciò voglia de famme n’aguantata, nun ce pio sonno. Insomma, volevo sapè se c’era un rimedio per me”.

La conduttrice trattenne la risata che le montava dentro, poi riprese il controllo e rispose:

– “Alfredo, invieremo la tua domanda ad uno psicologo. Lascia il tuo indirizzo email”.

– “Grazie, grazie, ce conto. Se te vedo in giro, giuro che non te magno và, tranquilla”  Tu tu tu tu tu…

Zombie o umano? – si chiedeva – Chissà? Tanto quel pensiero è identico per tutti.

– “Regia, passane un’altra…”.

Gallipoli Salento


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