FANS

di Matteo Scintu


 

 

Anno in cui muore ufficialmente la Terra.

Non rimane che una landa desolata con città intere vuote, inghiottite dal degrado della sovrappopolazione e dal panico creatosi a causa del virus 9.

 

Una “patologia zombie”, così fu definita dai media locali.

In realtà era troppo tardi, tutti sapevano ma tutti tacevano. La trasmissione dell’agente patogeno si riversò sulla popolazione …e non solo. Tutti gli esseri viventi nel pianeta furono infettati.

«Siamo davvero troppi, abbiamo sfruttato il nostro suolo fino a renderlo inutilizzabile, l’inquinamento atmosferico, delle acque, della nostra stessa vita …ora è tutto inutile. Dichiaro la quarantena e lo stato di guerra contro gli “esseri infetti”. Cittadini, è il vostro Presidente che vi parla, se volete rimanere vivi …ammazzate chiunque!»

Queste furono le parole del Presidente prima di portarsi la canna della pistola alla tempia e premere il grilletto.

 

Zombie.

Un morto vivente.

Nient’altro che un confine, una linea sottile che divide la morte con la vita, o forse le unisce, le rende due facce della stessa medaglia.

 

«Fame, ho fame, fame», rantolò uno zombie scarnificato, lento, ricolmo di sangue sui vestiti e sul viso, dal quale penzolava un occhio fuoriuscito dall’orbita. Inciampò e ricadde sul cadavere di un uomo steso sulla strada di un quartiere tempo fa definito “benestante”.

Lo zombie cominciò a divorare la faccia dell’uomo inerme riverso a terra con estrema frenesia. Il sangue ancora caldo si perse in rivoli sempre più fluenti.

 

«Non so più cosa ci distingua da quei mostri, noi moriamo e diventiamo cibo per zombie, non siamo più cadaveri, siamo carcasse. Carne da macello. E’ tutta colpa nostra, abbiamo tirato troppo la corda.»

Le lacrime di Brad cominciarono ad inondargli il viso.

«Brad, calmati ora. Noi siamo vivi, loro morti. Solo questo conta. E poi l’hai sentito il Presidente, no? Ora possiamo ammazzare chi vogliamo, capisci? Possiamo divertirci e vendicarci di chiunque», disse Seth inginocchiandosi.

«Davvero fratello mio?» chiese Brad rivolgendogli uno sguardo speranzoso.

«Ma certo, vieni qua e abbracciami!».

Seth tirò fuori il coltello e sventrò il fratello mentre lo stringeva a sé.

«Shhhh, va tutto bene. Sappi che ti ho sempre odiato.» Ritrasse il coltello imbrattandosi di sangue i vestiti.

Infine lo sgozzò.

Sarebbe stato solo un peso morto.

 

 

 

 

Matteo Scintu


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