FANS

di Edoardo Depaoli


 

<< … My faith in believing is stronger than lifelines and ties, With glimmer of metal my moment is ready to strike… >>

 

E’ mezzanotte. Ilario è nella sua stanza. Adolescente, ribelle, metallaro. Una religione di vita la sua non solo un genere musicale.

 La scuola l’opprime, la famiglia l’opprime, c’è una sola cosa che lo fa sentire veramente libero, padrone del suo mondo, la musica. Gli assoli elettrici delle chitarre, il suono duro e pestato della batteria, le vibrazioni del basso, la voce tenorile e tagliente del cantante. Una sola legge IRON MAIDEN, The Killers

 

 << … tandaradan/daradan/daradannnnnn….tara/tara..rara… tandantandantaradann… Killer behind you, his blood lust defies all his needs… >>.

 

Le cuffie lo astraggono completamente dal mondo. Disteso sul letto, lo sguardo teso verso il soffitto. L’ascolto dev’essere impeccabile. Deve studiare tutto; ogni singola nota, ogni cadenza, ogni pausa, riff dopo riff.

 La deve sapere a memoria quella canzone, meglio di una poesia, perché l’esame che dovrà affrontare per lui è più importante. Il concerto che lo vede come primo chitarrista sarà fra meno di una settimana e la cover d’essere perfetta, impeccabile in ogni sua parte, assoluta.

 

Ilario chiude gli occhi e cerca tutta la concentrazione possibile. Poi li riapre. E’ nella sua stanza e mentre studia a tutto volume il pezzo per la sua performance si guarda attorno. La camera è tappezzata di poster.

 Una grande immagine di Eddy, il mostro, la mascotte degli Iron Maiden, trionfa davanti al suo letto.

 Eddy ha la faccia di un morto vivente. Nell’immagine afferra prepotentemente un ragazzo con i capelli lunghi e lo solleva da terra. Lo sta per uccidere, con i suoi artigli poderosi.

 Il ragazzo indossa un paio di Jeans. Una maglietta. E’ magro. Giovane. L’immagine della ribellione. Ed Eddy è là, intento a farlo fuori.

 Ilario guarda il poster; il suoi idoli, la sua moda, tutto il suo essere è racchiuso in quell’immagine. Lui ha le stesse caratteriste di quel ragazzo di cui non si vede il volto. Si veste in modo simile. Pantaloni strettissimi, quasi da togliere il fiato, scarpe da ginnastica alte, grosse, imponenti. Una maglietta sgualcita nera con il logo della band preferita, capelli lunghi fino a metà schiena. Abbigliamento metal, una conquista per Ilario, un simbolo di indipendenza. Il padre quasi lo voleva schiaffeggiare una volta per quei capelli così lunghi e lui aveva risposto sparandosi due buchi nelle orecchie e infilandoci due anelli della dimensione di una moneta. Il padre alla fine si era rassegnato, ma ormai Ilario viaggiava da solo, nel suo mondo, nella sua musica.

 

 << ……..ta tara tarada tarada taradara…… My innocent victims are slaughtered with wrath and despise… >>.

 

Occhi chiusi. Una sola cosa con la batteria, poi con la chitarra elettrica << Adesso il pezzo fa un cambio. Lo devo memorizzare! >>

 Le cuffie mandano un suono forte e deciso. E’ tardi. Il piccolo paese di Castiglione alle porte di Torino dorme da un pezzo. Sembra che ci sia solo Ilario, lui e la sua passione per la musica metal sembrano non dormire mai, di notte.

 E’ in quel momento che Ilario guarda fuori dalla finestra. Uno scoppio. Forse un’incendio <<Ma no, sarà un lampo, un temporale in arrivo. Non devo distrarmi, faccio ricominciare il pezzo dal principio, ho perso una strofa>>. Un gesto rapido; replay. Riparte la canzone. Ilario chiude gli occhi, poi ha l’impressione che qualcosa non vada. Li riapre, le luci lampeggiano in lontananza.

 <<Dev’essere successo qualcosa>>. Magari il fulmine ha colpito un lampione. Ilario si avvicina alla finestra che da sul centro del piccolo paese.

 <<Non può essere vero!>>. Davanti a lui uno spettacolo raccapricciante. Persone che corrono inseguite da esseri impensabili per la comune mente umana. Ilario apre la finestra. Adesso sente le urla di terrore degli abitanti. Urla strazianti e poi quelle bestie che brancolano nelle strade e camminano strisciandosi in avanti sono Zombie. A pochi metri da casa sua, nel cuore della notte, il mondo è cambiato. Ilario ha una sensazione di angoscia. E’ pietrificato. Nel più buio terrore per un’istante infinito guarda quello spettacolo macabro e surreale compiersi davanti a se ed è paralizzato. Una di quelle bestie insegue una giovane donna, la blocca nel vicolo che si trova proprio nell’angolo fra il palazzo di Ilario e la casa del comune. Non ha via di scampo. La ragazza urla. Ilario la riconosce.

 E’ la figlia della tabaccaia. Una gran bel pezzo di f… e adesso lí, nel panico. Il mostro la schiaccia contro il muro, leva la testa all’indietro e poi giù sul collo, un morso dilaniante, poi, un’altro. La sta facendo letteralmente a pezzi. Se la sta divorando. Ilario non può credere ai suoi occhi. A pochi metri da quella scena se ne consuma un’altra. Questa volta il ragazzo non riesce a riconoscere l’assalito, ma lo zombie si. E’ suo padre. Sembra suo padre <<Ho caz…>>. Il primo pensiero è quello di chiudere la porta. Deve farlo, adesso, subito.

 Ilario si sposta, strappa le cuffie dallo stereo.

 La musica irrompe prepotentemente nella stanza, violenza pura, Iron Maiden, the killers

 

 << ……..ta tara tarada tarada taradara…… Killer behind you, his blood lust defies all his needs… >>.

 

Troppo tardi. La porta si spalanca ed entrano loro, gli Zombie. Il primo sguardo. I suoi concittadini. Il secondo. Un’arma. La chitarra elettrica è una moderna fender a punte nera, interamente rivestita di teschi. Il ragazzo l’affetta, senza rendersi conto di cosa fare. Ha un solo pensiero: sopravvivere. La impugna dalla parte delle corde. Quelle bestie avanzano verso di lui. Non ha via di fuga. La città è letteralmente infestata e lui è solo davanti al nulla.

 <<No! Non sono più i miei concittadini, sono anime morte, Zombie maledetti, esseri fatti solo per divorare>>. Adesso il ragazzo sa cosa fare. Si stringe verso il fondo della stanza, fra i poster e le mura dipinte di scuro, impugna forte la chitarra e la alza in alto, come se per le mani avesse un’accetta.

 Ha un solo pensiero <<Fino alla fine; sopravvivere>>. Gli Zombie si avvicinano lenti ed inesorabili, la musica riempie la stanza di note metalliche e assolo veloci, impeccabili.

 

 <<……..ta tara tarada tarada taradara…… My innocent victims are slaughtered with wrath and despise… Death call arises, a scream breaks the still of the night… >>.

 

Ilario grida. Impugna forte la chitarra. Il concerto è cominciato. La musica gli irradia le vene e lo tende verso la battaglia. Adesso è un soldato. Un soldato pronto a lasciare davanti a se un mare di sangue.

 Un solo pensiero, secco, reale <<Uccidere quelle bestie bastarde. Sopravvivere… >>.

 << AVANTI!!! Forza, fatevi sotto, brutti stronzi! >>.

 

……..ta tara tarada tarada taradara……

 

 

Edoardo Depaoli


 

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