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La nostra Michela Iucchi ci porta tra l’orda della scorsa Zombie Walk a Bologna.

 

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foto di Riccardo Tarroni

 


 

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Prendete un’atmosfera distopica di un futuro apocalittico, unite una manciata di pelle nera, cuoio, borchie e catene; aggiungete un pizzico di cyberpunk sulle note di “Shock to the system” di Billy Idol, abbondate pure di sangue finto e mescolate energicamente, e otterrete la ricetta perfetta di una Zombie walk da leccarvi le dita.

 

Tutto questo e molto di più è accaduto sabato 21 maggio per le strade di Bologna dove, dalle 21 in poi, si è svolta una tra le più grandi e significative “camminate” di non-morti. Un tributo a “Mad Max Fury Road” e al mondo cibernetico.

 

Lo staff di Zombie Inside, capitanata dalla “regina degli zombi” per eccellenza, Jana Daniela, è stato l’artefice di un flashmob che ha riversato per le vie del centro migliaia di zombie affamati e altrettanti cittadini curiosi e divertiti;

 

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Cyberclown, tecno-zombie e non solo. Anche una foltissima schiera di cosplayer insanguinati e steampunk avveniristici hanno calcato la scena apocalittica, con luci al neon e bracciali luminosi. Il corteo, presenziato da Jana, è iniziato con un po’ di ritardo e, al ritmo cadenzato dei tamburi e sotto lo sguardo vigile e armato dei cacciatori, ha concluso la folle camminata con un attacco in piena regola, nello stile di Mad Max.

 

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L’evento, ampiamente pubblicizzato su tutti i social network, ha potuto contare sulla collaborazione logistica del gruppo S.A.T. Fenix di Molinella, club di softair di simulazioni di tattiche militari, della scuola di trucco IIAM art and makeup di Bologna e dei negozi Asus Bologna e Opengames Bologna, dove hanno operato i truccatori di Zombie 2.0 nell’arco di tutto il pomeriggio. Le due strutture, infatti, sono diventate il centro nevralgico di tutta la manifestazione, in cui mani sapienti hanno trasformato gente comune in vere e proprie opere d’arte.

 

Uno tra questi, Max Melato, bolognese doc, ha presidiato il campo base-trucco della Zombie 2.0, dalle 14 alle 20, partecipando poi alla camminata con il paziente inglese in carrozzina.

 

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– Non amo seguire gli schemi, seguo il mio filo logico e sono controcorrente – commenta Max, che insieme alla “compagna” artistica ha creato e interpretato il personaggio per l’occasione. – Alla Zombie walk del 2015 il tema era l’antico Egitto ed io ho presentato lo psicopatico in camicia di forza. Quest’anno ho voluto trasformarmi in un malato mentale in sedia a rotelle, spinto da un’infermiera, seguendo un po’ lo stile di “Silent hill”-.

 

– Uno spettacolo dentro lo spettacolo – ha aggiunto, riferendo dell’interesse dei fotografi di fronte alle loro scenette. – È stata Carlotta ad essere il personaggio principale ed io il suo accessorio. E tutto questo, improvvisato al momento, ha fatto sì che diventasse teatralità -.

 

Max non è nuovo in fatto di eventi-zombie, sia come makeup artist che come non-morto, e la sua passione lo porta a migliorarsi sempre di più e a perfezionarsi, sia nella cura del dettaglio, sia nel trovare la combinazione di colori giusti, atti a ricreare lo zombie perfetto.

 

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La Zombie walk di Bologna ha le sue origini nel lontano 2005, quando questo fenomeno sociale non aveva il riscontro che ha tutt’ora e che, dopo undici anni e gli ultimi quattro organizzati da Zombie Inside, attira innumerevoli adepti da tutta la penisola.

Infatti, questo tipo di manifestazione richiama un gran numero di appassionati del genere ed ogni anno il numero tende a crescere esponenzialmente, sia tra le file dei fans che tra i simpatizzanti. Ciò a indicare che il genere horror (nello specifico gli zombie), è un fenomeno mediatico e “virale” che sta prendendo sempre più piede in Italia.

 

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Si ringrazia per le foto gentilmente concesse:

Paola Luciani

Freemindtime Art

Valentino Brunelli

Michela Iucchi

 


 

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