recensioni cinematografiche

 
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Iniziamo con una buona notizia per tutti gli appassionati di film di zombie orrendi: Zombie Fight Club è l’ultimo (speriamo in tutti i sensi) lavoro di Joe Chien, regista anche del terrificante Zombie 108, che saprete certo essere una scusa per vedere zombie insieme a delle tope asiatiche poco vestite. Bene, nei due anni passati tra l’uscita dei due film Joe Chien ha visto il capolavoro The Raid e gli è piaciuto,  quindi ha pensato bene di unire agli zombie e alle tope asiatiche poco vestite anche un poliziotto che conosce le arti marziali che si infiltra in un palazzo governato dalla malavita. GIOITE!!!

 

 

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Detto questo, il film fa veramente schifo. Ma schifo schifo, forse è persino peggio di Zombie 108. La trama non esiste, si assiste per un’ora buona all’arrivo degli zombie creati dall’assunzione di una droga venuta fuori male (ma c’è anche il cielo che assume un aspetto apocalittico per chissà quale ragione), mentre in un palazzo abitato da gnocche in shorts minuscoli, gangster, rapper cinesi e l’occasionale professore di chimica la polizia fa irruzione per… ristabilire l’ordine, penserete. No, per rubare soldi ai malviventi. Scopo nobile, dopotutto. Si crea quindi un casino atroce con personaggi che si comportano in maniera insensata e contraddittoria, zombie che diventano tali dopo 3 secondi senza alcun preavviso nel bel mezzo di scene di sesso ed altri che si trasformano dopo lunghi, tragici minuti con il corpo sconquassato da tremiti e ferite che appaiono a caso, scene messe lì per allungare il brodo e situazioni talmente inverosimili (dentro il palazzo c’è una specie di garage con dentro un auto… parcheggiata al QUARTO PIANO, che poi viene guidata IN MEZZO AL CORRIDOIO) da avermi fatto ridere della grossa.

 

Si, perché devo essere onesto… Zombie Fight Club fa ridere. Non so quanto volontariamente, ma almeno non mi sono annoiato a guardarlo. Questo anche per merito delle gnocche, lo confesso, in particolare di Jessica C, che interpreta splendidamente la parte della postina che consegna un pacco vestita così.

 

 

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Poi, dopo un’ora e dopo l’ennesima scena madre insensata… tutto cambia. Scopriamo che quanto abbiamo visto finora era solo il prologo. E qui il maestro Joe Chien da il meglio di sé, riuscendo a mischiare zombie (che dimenticavo di dirlo, a volte corrono, altre rantolano e si muovono lentissimi), tope asiatiche poco vestite (qui anche in versione pseudo sadomaso), Fight Club e la storia del Governatore di The Walking Dead. E tutto questo in solo mezz’ora! Si, quello che in pratica è il film dura la metà di quello che è il prologo. Ma è tutto normale… La cosa meno normale è che il personaggio più stupido e mollacciona della prima parte diventa poi il super-cattivissimo con il mondo ai suoi piedi. Qui il regista ha forse esagerato con la cocaina pippata dalle tette delle attrici. Che poi, attrici… ma andiamo avanti. Ovviamente anche gli altri personaggi continuano a comportarsi nella maniera più incoerente possibile e aggiungiamoci che gli zombie iniziano a spuntare fuori a caso un po’ dovunque, anche in luoghi che avrebbero dovuto essere sicuri, senza che ci sia una spiegazione logica a riguardo. Fino ad un finale che boh.

 

 

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Il film resta comunque un must per gli appassionati di tope asiatiche (anche se si vedono poche tette, purtroppo) e nonsense. Il consiglio che darei al regista è di convincere tutte le sue amichette a darsi al porno e lasciar perdere la trama, che proprio non gli riesce.

 

Michele “topa asiatica” Borgogni


 

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