Il castello

Non era proprio una fortezza grandissima, più che altro un palazzo sperduto su una rupe che si ergeva mirando una delle tantissime vallate dell’entroterra siciliano, immerso tra infiniti vigneti e campi sconfinati. Ma da lì, costruito su una roccia, dominava a trecentosessanta gradi l’intero circondario, fino a dove l’occhio poteva spingersi, poiché non vi erano…

A muntagna

Sono nata un giorno ormai lontano della primavera del 1529 in Sicilia, sotto il regno di Carlo V d’Asburgo. Le mie origini erano nobili. Mio padre era il figlio cadetto di un duca Palermitano che, per volontà del fato ed una benevola concessione della dea bendata, aveva ereditato il titolo quando suo fratello maggiore era…

L’ispettore

Quel maledetto porto d’armi mi era scaduto già da qualche mese, e ancora non avevo alcuna notizia sulla sua sorte. Forse l’addetto all’iter, alla firma, era lento, se n’era dimenticato, era malato. Che minchia ne potevo sapere di come funzionasse quel mondo. Decisi di andare in questura a verificare. L’edificio era vecchio e storico, il…

La vendemmia

Era di una dolcezza e soprattutto di una malinconia che attrae, misteriosa e così sensuale da apparire irraggiungibile, sempre lontana e avvolta da un velo che quasi la distaccava da ogni tatto possibile, da sguardi più duraturi e inconcepibili, deliziosi e onirici che fantasticavo eppur desideravo, ardentemente, disperando, e prolungando quell’ansietà e quella gioia che…

La vergine dell’Etna

Non era bellissima, forse mediocre, oppure tutto l’opposto, a dispetto di quel che in realtà e da vicino si coglieva senza lasciarsi condizionare dalle dicerie; eppure aveva il sorriso di una scultura, la gioia naturale del legno intagliato e posizionato in un luogo impervio, sperduto tra le rocce del vulcano. Da lontano sembrava altissima, forse…

Il sole dissepolto

Grandi, dannatamente grandi erano i miei occhi che immergevano in un oblio fatale, nella voluttà che ardeva già solo a guardarli, inebriando ed estasiando, lacerando in quei profumi e delizie, che liberavo peccaminose, torturatrici, come un veleno dolcissimo. Un refrigerio crepuscolare, distruttivo e letale. La mia eleganza felina che si stagliava fiera, artigliando rapace, con…

Come una foglia al vento

Tutto laggiù trascoloriva, dal verde al castano o viceversa. Era un prato irremeabile, un empito che mi accerchiava tra il profumo delle albicocche e il silenzio di un vento che mi lambiva con una voce soave. Era l’aspettazione dell’infinito e dell’impossibile che ammiravo oltre una rete infrangibile. Sembrava che la natura cambiasse, mentre ella era…