Il sole dissepolto

Grandi, dannatamente grandi erano i miei occhi che immergevano in un oblio fatale, nella voluttà che ardeva già solo a guardarli, inebriando ed estasiando, lacerando in quei profumi e delizie, che liberavo peccaminose, torturatrici, come un veleno dolcissimo. Un refrigerio crepuscolare, distruttivo e letale. La mia eleganza felina che si stagliava fiera, artigliando rapace, con…

Come una foglia al vento

Tutto laggiù trascoloriva, dal verde al castano o viceversa. Era un prato irremeabile, un empito che mi accerchiava tra il profumo delle albicocche e il silenzio di un vento che mi lambiva con una voce soave. Era l’aspettazione dell’infinito e dell’impossibile che ammiravo oltre una rete infrangibile. Sembrava che la natura cambiasse, mentre ella era…

Finiva l’estate

Finiva l’estate, il cielo oscurato sembrava tuonare. Almeno così credeva un amico, ed io gli risposi: “tranquillo, sono cannoni!”. Nessuno uccide l’Uomo nero. È l’ignoto, l’imprevisto, l’inatteso, quel che di spaventoso riponiamo nell’angolo più lontano della nostra esistenza. E invece “Esso” è in prossimità, vicino, vicinissimo, è dentro la nostra angoscia. L’ispettrice era un terremoto,…

Il pittore e le iridi

Da sempre sono stato attratto da tutto ciò che riluce e brilla, ammalia e poi attrae, sconvolge e quindi folgora. Che i suoi occhi fossero un effluvio di sapori, conseguenti passioni, una vampa di brace che incenerisce, me ne accorsi un giorno per caso, in un tempo che non ha riscontro oggettivo, se non quello…

Mondo sottile

All’inizio, ufficialmente, fu per un problema di spazio. In un mondo sovraffollato, dove ogni metro quadro era prezioso, i morti… di area, anche se non più di aria, ne occupavano parecchio. Cominciarono così le campagne pubblicitarie per la cremazione, e, quando questa prese piede, iniziarono a dire che forse si sarebbe potuto individuare una scelta…

Mental Club – seconda parte

. 7 Sola nella sua auto, Kate chiuse per bene le serrature, tolse lo psi-link potenziato e indossò il dispositivo d’ordinanza della polizia. ‘Call me’ fluttuò davanti ai suoi occhi, firmato dall’avatar canino di Joe. Kate accese la sua Mustang e aggredì la strada mentre richiamava Joe. “Ehi, com’è andata? Com’è sta minchiata del Mental…

Lavoro a tempo indeterminato

Ero a spasso da ormai troppi mesi e la situazione cominciava a farsi complicata.  Avevo spedito qualche curriculum, chiesto ad amici ed importunato conoscenti, ma un posto di lavoro per me sembrava non esserci. Ero abbastanza disperato da prendere in considerazione anche uno di quei lavori sottopagati che “nessuno vuole più fare”. E devo ammettere…

Mental Club – prima parte

1 Il sangue mescolato con la sporcizia formava una sorta di cuscino schifosamente macchiato sotto la testa della ragazza morta. Un rivolo si allungava per gocciolare fin dentro al tombino. Gli occhi ormai spenti fissavano quelli di Kate con uno sguardo congelato, nessuna traccia di panico nonostante quel tuffo di otto piani interrotto dall’asfalto grigio.…